cod. background

1 Corinzi 13 :

"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!"

Clìcca sul riquadro qui sotto ;-)))

venerdì 31 dicembre 2010




...grazie a tutti. Davvero, e di cuore.
Un altro anno è passato, e con esso è cresciuto ancora un pò anche questo piccolo, modesto germoglietto chiamato x mia espressa volontà CHARITY DROPS - UN "CENTRO BENESSERE" X L'ANIMA.
L'ho chiamato così perchè ho fin da subito fortemente voluto che la sua priorità fosse quella di aiutare (MAI con la presunzione di farlo senza l'Indispensabile Divino Aiuto) chiunque avesse voluto onorarmi anche solo di un fugace passaggio da questo angolino, per attingervi gocce di quiete, ritrovando un pò di pace interiore e libertà dalle convenzioni sociali, troppo spesso redatte da uomini che relegano Dio "in panchina".
Libertà dalle frasi fatte e mai approfondite a dovere, libertà dalle catene del risentimento, libertà dall'imbarazzo frenante le emozioni del cuore, libertà dall'incapacità di amare e di ritenersi degni d'amore.
Liberta' più che legittima di sentirsi liberamente e a pieno titolo
figli di Dio !!!!!!!!!!!

"Il mondo di Dio è pace, pace per gli affaticati dalla vita, protezione per coloro che vissero senza nessuno che vigilasse su di loro, sollievo per i cuori tormentati e feriti, conforto per coloro che gemono nel dolore”: E SUPPORTO IRRINUNCIABILE PER I GIUSTI CHE VIVONO AL SERVIZIO DELLA SUA PAROLA !!!

CHE LE VOSTRE VITE POSSANO SEMPRE PIU' AFFONDARE LE LORO RADICI IN CRISTO, E CON LUI RINASCERE NELLA GIOIA E NELLA PACE AUTENTICHE !!!!!!!!!!


CHIEDO A LUI CHE NELL'IMMINENTE NUOVO ANNO POSSIATE ESSERE ALLEGGERITI DAI PESI CHE VI HANNO AFFLITTI FINO AD ORA...


...SOSTITUENDOLI CON INESPRIMIBILI DOLCEZZE CHE SOLO DAL SUO CUORE POSSONO SCATURIRE...


...E CHE INONDI LE VOSTRE VITE DI BENEDIZIONI...


...DI AMORE VERO...


...DI CONSAPEVOLEZZA DELLE COSE VERAMENTE IMPORTANTI...


...E DI VERA PACE !!!!!!!!



VI VOGLIO E SEMPRE VI VORRO' UN GRAN BENE !!!!!!

AUGURI A TUTTI, CON TUTTO IL MIO CUORE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!


giovedì 30 dicembre 2010

Perdonare sè stessi














È impossibile perdonare gli altri, se prima non perdoniamo noi stessi.

Perdonare se stessi significa accettarsi in tutti gli aspetti spirituali, psicologici, fisici e sociali. Significa credere che Gesù perdona ogni aspetto, ogni errore, quando veniamo a Lui chiedendo perdono con umiltà. Gesù ha dato la Sua vita per noi, perciò il senso di colpa non ha più ragione di esistere.


( Fonte: http://www.benmelech.org/discepolo/perdono-guarisce.htm )





La nostra anima presenta delle ferite causate da sofferenze e da vecchi rancori che nutriamo nei confronti di persone qualche volta anche vicino a noi e alla nostra esistenza.

Fino a quando non le risolviamo queste ferite dell’anima rimangono aperte anzichè rimarginarsi nutrendo sentimenti negativi di rabbia e frustrazione dannose per la nostra esistenza attuale.

Spesso la reale causa della ferita è celata nel profondo della nostra anima e noi non la vediamo.

In questo modo tendiamo a dare la colpa agli altri di ciò che non va anziché guardarci dentro e curare le antiche ferite.

Sono moltissime le persone che rimangono prigioniere del passato e delle offese non risolte.

Un modo per guarire la nostra vita è iniziare a guarire la nostra anima risolvendo gli antichi rancori che ancora ci tengono inconsapevolmente intrappolati.

Il primo passo per liberarci dal passato è vedere le ferite e sanarle dentro di noi, in questo modo possiamo vivere liberi e responsabilmente la nostra esistenza.

Dobbiamo innanzitutto capire perché abbiamo avuto quelle esperienze di sofferenza, capirle, e comprendere quale insegnamento ne abbiamo tratto. Quindi ringraziare coloro che ci hanno permesso di crescere e lasciarli andare, perdonarli.

Invece mantenendo il rancore noi non facciamo che rimanere legati a queste sofferenze, tenendo legate strette a noi quelle persone che ne sono coinvolte.

Questo atteggiamento ci impedisce di vivere un'esistenza serena anche se spesso ne siamo inconsapevoli. Quando stiamo male dovremmo imparare a perdonare chi ci ha fatto soffrire: sembra strano o difficile, ma è l’unica medicina che può curare la nostra anima e renderci liberi e felici. Questo rimedio è il perdono che porta amore e pace. Dobbiamo imparare a sostituire l’odio con l’amore e la guerra con la pace, non esiste intervento migliore per sanare le ferite dell’anima.

Dobbiamo innanzitutto perdonare noi stessi.

Viviamo in una società ed in una cultura in cui il senso di colpa per ogni errore o disagio è la prima cosa che ci viene inculcata. Purtroppo tormentarsi non serve ed ad ogni decisione che abbiamo preso nella vita esiste una motivazione ed un insegnamento da trarre e al quale dobbiamo essere grati. Il senso di colpa abbassa la nostra autostima e l’amore per se stessi, è da aborrire.

Un vecchio proverbio citava cosi: “Se c’è rimedio perché ti arrabbi? E se non c’è rimedio perché ti arrabbi?” In effetti possiamo sempre rimediare a delle scelte che riteniamo inadeguate.

Se invece riguarda cose passate dobbiamo solo chiedere perdono a Dio e poi lasciarle andare, serenamente e con gratitudine.

Dobbiamo liberarci dalla trappola del senso di colpa e non formulare critiche o giudizi né nei nostri confronti né nei confronti di altre persone.

Non giudichiamo gli altri per i loro errori, tutti possono sbagliare, è umano, comprendiamoli, diamogli amore e pace. I rancori rimangono dentro di noi disturbandoci, influenzando negativamente le nostre scelte e la nostra vita attuale, il senso di colpa ci carica di dubbi, quindi liberiamoci di questi fardelli negativi che non fanno che appesantire la nostra esistenza come una zavorra che non fa decollare la nostra anima e la nostra vita.

Iniziamo a visualizzare la parola PERDONO e la parola AMORE ed a inviarla a noi e ai nostri cari e a tutte quelle persone che possono averci fatto qualcosa.

Liberiamo loro ma principalmente liberiamo noi stessi da quel peso che ci portiamo appresso e che ci rende faticoso il cammino.


(Fonte: http://benessere.piuchepuoi.it/22/la-terapia-del-perdono )



Perchè NON HA ALCUN SENSO IL "SENSO DI COLPA" FINE A SE' STESSO: i sentimenti davvero importanti che ci devono muovere devono essere, come dice il Catechismo, la riprovazione del peccato commesso (cioè la condanna, il rifiuto del peccato) e il proposito di non peccare più in futuro, il tutto dettato dalla serena consapevolezza ed accettazione degli umani limiti (ecco da dove deve scaturire il "perdonare sè stessi" = il NON INFIERIRE su sè stessi).
E, poi, la gioia di vivere IN, CON e PER il Signore, con illimitata
gratitudine !!!!!!!!!!


mercoledì 29 dicembre 2010

Cosa significa "perdonare"?




"Molta gente pensa che il perdono sia un sentimento, quando in verità è un atto di volontà. Per questo molti dicono di non poter perdonare, perché sentono l’ offesa ricevuta ancora presente nel cuore. Il perdono ha due tappe: la prima, e forse la più importante, è il cambio di condotta davanti a chi ci ha offesi. La cosa naturale, ma certamente non cristiana, è il lasciarsi condurre e guidare dai sentimenti di vendetta e di disprezzo nei riguardi della persona che ci ha insultati. Al contrario, Gesù ci dice di porgere ed offrire l’altra guancia ovvero di rompere la spirale della violenza. Tipico del cristiano, anche se costa tanto sforzo, è mantenere con la persona che ci ha offesi una attitudine cordiale. Questa condotta ci porterà ad un secondo momento, quello del perdono, la sanazione della offesa in modo da non sentire più dolore nell’animo. Il perdono non è opera nostra, ma di Dio e del tempo.
Se veramente ci esercitiamo nell’arte del perdono cristiano ci accorgeremo che in poco tempo il sentimento negativo sparisce, arrivando persino ad amare colui che ci ha offesi. Ecco la bellezza del cristianesimo".

Padre Ernesto Maria Caro





"Molti dicono: "Io vorrei perdonare, ma non ci riesco. Non riesco a dimenticare; appena vedo quella persona, il sangue mi ribolle..." A queste persone possiamo dire: non ti preoccupare di quello che senti. E' normale che la natura reagisca così. L'importante non è ciò che senti, ma ciò che vuoi. Se vuoi perdonare, se lo desideri, hai già perdonato. Non devi attingere da te stesso la forza di perdonare (che non hai), ma da Cristo.

(Fonte: http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?mostra_id=4908 )




- SETTE REGOLE DI GESU’ SUL PERDONO

1. Gesù comanda con chiarezza di perdonare SEMPRE ("70 volte 7")
2. Gesù comanda di perdonare anche quando sembra impossibile (è morto perdonando)
3. Gesù comanda che ci si perdoni di cuore (parabola dei debitori, Lc 7, 40-46)
4. Gesù chiede segni di perdono perché c’è il rischio di perdonare per finta; i
segni sono preghiera ("pregate per i vostri nemici") e gesti di pace.
5. Gesù chiede perdono per dovere di giustizia verso Dio perché siccome siamo
perdonati dobbiamo perdonare.
6. Gesù dice che non solo dobbiamo perdonare ma imparare a chiedere perdono
(Mt 5,23)
7. Gesù pretende che perdoniamo aprendo gli occhi sui nostri sbagli ("pagliuzza e
trave")


- CHIARIFICAZIONI SUL PERDONO

1. Perdonare non è "dimenticare" : certe ferite non si cancellano per tutta la vita.
( vedi Piaghe di Gesù dopo la Resurrezione)
2. Perdonare non vuol dire negare i fatti, ma SUPERARLI
3. Perdonare non è un semplice atto di volontà, ma un traguardo spirituale che si
può raggiungere SOLO con l’aiuto di Dio
4. Perdonare non vuol dire "cancellare" una situazione e renderla come prima:
un vaso frantumato non ritorna, se incollato, ad essere prezioso come prima;
è un’altra cosa.
5. Perdonare non vuol dire "rinunciare ai propri diritti"; esclude la vendetta ma NON
la giustizia.
6. Perdonare non è "scusare il male fatto", perché il male, se perdonato, COMUNQUE
NON MUTA IN "BENE" .



martedì 28 dicembre 2010

"Passata la festa, gabbato il Santo"?!?!?

Per carità, amiche mie, non fatevi MAI abbindolare dai falsi profeti quanto dalle false profezie...paragonatele sempre alle Sacre Scritture, x smascherarne gli inganni...e bando a talismani ed amuleti, anche quelli apparentemente più innocui, sono le "dependances" di satana...
...vi prego di credermi...
...ognuna delle seguenti immagini, così come qualunque altra che non c'entri nulla con gli insegnamenti di Dio, è da tenere a debita distanza...





















...tranne questa !!!!!!
Aprite SEMPRE E SOLO A LUI IL VOSTRO CUORE E LA VOSTRA ANIMA...
...E SARETE FELICI DAVVERO...
...PER SEMPRE !!!!!!!!!!!!!




VI VOGLIO TANTO, TANTO BENE !!!!!!!!!!!!!!


lunedì 27 dicembre 2010

2° regalo natalizio da una bloggerina !!!!!!!






...e mi è finalmente arrivato un suo pacchett... ...one, contenente i premi relativi alla mia vincita del sondaggio x eleggere "Miss Alberello 2010"...
(...notare il sederino di Joey che si allontana contrariato dopo essersi accertato che, almeno dall'odore, quel misterioso "coso gigante" non contenesse alcun tipo di pappa...)


...bensì... ...3 PACCHETTINI X LA MAMMA !!!!!!!!!!!


Ora, la mamma ha l'abitudine di scartare sempre i pacchetti più piccoli, per riservarsi la sorpresa + grande alla fine...
...per cui, andiamo a incominciare...


...ecco qua !!!
Pacchettino rosso piccino:
un tenerissimo portacellulare, una splendida cartolina dal sapore retrò con dietro scritto "Auguri !!! Rosa" (perdonatemi, la la mia macchina digitale ha fatto un pò cilecca... o "forse" sono stata io?!?), e un "miniquadernetto rosa" di un'indicibile tenerezza, che si stempererà anche nei vs. cuori non appena vi trascriverò quanto mi ha scritto ! Eccovi il testo:
"Dicembre 2010
Ciao cara Maddy...
vorrei dirti tante cose ma il biglietto è troppo piccolo :)
Volevo ringraziarti per la tua amicizia e per la tua simpatia che ben si congegna alla mia. Ti invio un piccolo presente, spero ti piaccia, mi fa piacere sapere che qualcosa di mio è nella tua casetta. Colgo l'occasione x farti tanti cari auguri di Buon Natale a voi e famiglia.
Ti abbraccio con affetto
Rosetta
Kiss

Ps: premio Missi Alberello 2010 ! "

GRAZIE, AMORE !!!!!!!!!!!!!!!!!





Ehm...la mamma non ha resistito...
...c'è un altro pacchetto piccino, prima di quello bello grosso...
...ma...piatto ricco, mi ci ficco !!!!
Ed eccola quindi scartare avidamente il "ciccione" di cui sopra, dandogli spudorata priorità......
...spunta un altro pacchettino...


...E' BELLISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ed ora...ce l'avete presente il pacchettino marrone a righine della quinta foto, con allegato un bigliettino? Doveva essere il 2° a venir scartato...ma rimedio subito !!!
Il bigliettino innanzitutto: "Merry Christmas" sul davanti, e dietro...
...altre tenerezze scritte a penna:
"Spero ti arrivi intatto!
Fa parte della categoria "slurps": é l'orsetto "Bacio" !
Ciao, amorino!
A presto, Rosa"
...beh...indovinate un pò quanto tempo ha resistito fuori dai nostri stomaci?!?!?
ERA SLURPETTOSO DA IMPAZZIRE, COMPLIMENTI ROSETTOLONA, QUANDO TI SERVONO CAVIE X ALTRI ESPERIMENTI CULINARI...RICORDATI DI NOI, AH AH AH !!!!!!


Rosetta, a nome mio e del Topolone...
...GRAZIE, SEI MERAVIGLIOSA, TI VOGLIAMO UN BENE SENZA EGUALI !!!!!!!!!!!!

domenica 26 dicembre 2010

26 dicembre: santo Stefano




Santo Stefano, Primo martire

26 dicembre

† Gerusalemme, 33 o 34 ca

Primo martire cristiano, e proprio per questo celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato mentre pregava per i suoi persecutori. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l'eredità spirituale diventando Apostolo delle genti.



Alla celebrazione liturgica di s. Stefano, segue al 27 quella di s. Giovanni Evangelista, il prediletto da Gesù, autore del Vangelo dell’amore, poi al 28 quella dei ss. Innocenti, bambini uccisi da Erode con la speranza di eliminare anche il Bambino di Betlemme.
Del grande e veneratissimo martire s. Stefano, si ignora la provenienza, si suppone che fosse greco, in quel tempo Gerusalemme era un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse; il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”.
Certamente fu uno dei primi giudei a diventare cristiani e che prese a seguire gli Apostoli e visto la sua cultura, saggezza e fede genuina, divenne anche il primo dei diaconi di Gerusalemme.
Gli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7 narrano gli ultimi suoi giorni; qualche tempo dopo la Pentecoste, il numero dei discepoli andò sempre più aumentando e sorsero anche dei dissidi fra gli ebrei di lingua greca e quelli di lingua ebraica, perché secondo i primi, nell’assistenza quotidiana, le loro vedove venivano trascurate.
Allora i dodici Apostoli, riunirono i discepoli dicendo loro che non era giusto che essi disperdessero il loro tempo nel “servizio delle mense”, trascurando così la predicazione della Parola di Dio e la preghiera, pertanto questo compito doveva essere affidato ad un gruppo di sette di loro, così gli Apostoli potevano dedicarsi di più alla preghiera e al ministero.
La proposta fu accettata e vennero eletti, Stefano uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas, Nicola di Antiochia; a tutti, gli Apostoli imposero le mani; la Chiesa ha visto in questo atto l’istituzione del ministero diaconale.
Nell’espletamento di questo compito, Stefano pieno di grazie e di fortezza, compiva grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma attivo anche nella predicazione, soprattutto fra gli ebrei della diaspora, che passavano per la città santa di Gerusalemme e che egli convertiva alla fede in Gesù crocifisso e risorto.
Nel 33 o 34 ca., gli ebrei ellenistici vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”.
Gli anziani e gli scribi lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni fu accusato: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno, distruggerà questo luogo e cambierà le usanze che Mosè ci ha tramandato”.
E alla domanda del Sommo Sacerdote “Le cose stanno proprio così?”, il diacono Stefano pronunziò un lungo discorso, il più lungo degli ‘Atti degli Apostoli’, in cui ripercorse la Sacra Scrittura dove si testimoniava che il Signore aveva preparato per mezzo dei patriarchi e profeti, l’avvento del Giusto, ma gli Ebrei avevano risposto sempre con durezza di cuore.
Rivolto direttamente ai sacerdoti del Sinedrio concluse: “O gente testarda e pagana nel cuore e negli orecchi, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la Legge per mano degli angeli e non l’avete osservata”.
Mentre l’odio e il rancore dei presenti aumentava contro di lui, Stefano ispirato dallo Spirito, alzò gli occhi al cielo e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio”.
Fu il colmo, elevando grida altissime e turandosi gli orecchi, i presenti si scagliarono su di lui e a strattoni lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre, i loro mantelli furono deposti ai piedi di un giovane di nome Saulo (il futuro Apostolo delle Genti, s. Paolo), che assisteva all’esecuzione.
In realtà non fu un’esecuzione, in quanto il Sinedrio non aveva la facoltà di emettere condanne a morte, ma non fu in grado nemmeno di emettere una sentenza in quanto Stefano fu trascinato fuori dal furore del popolo, quindi si trattò di un linciaggio incontrollato.
Mentre il giovane diacono protomartire crollava insanguinato sotto i colpi degli sfrenati aguzzini, pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”.
Gli Atti degli Apostoli dicono che persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie selvagge, com’era consuetudine allora; mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo.
Tra la nascente Chiesa e la sinagoga ebraica, il distacco si fece sempre più evidente fino alla definitiva separazione; la Sinagoga si chiudeva in se stessa per difendere e portare avanti i propri valori tradizionali; la Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, si espandeva iniziando la straordinaria opera di inculturazione del Vangelo.



Autore: Antonio Borrelli


(Fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/22050 )


venerdì 24 dicembre 2010








TANTI AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


mercoledì 22 dicembre 2010

Cambio di programma pre/weekend...

Devo lasciarvi fin d'ora...


Sono sommersa dagli impegni pre-natalizi...per cui stavolta devo andar via prima...
...e tornare dopo, alias domani sera ma DOPO cena...


...ergo vi saluto...


...e scappo !!!!
(Ma...cucù !!! Poi torno, eh !!!! )



UN GRAN BACIONE X VOI, NON STANCATEVI TROPPO...FATE QUELLO CHE DICO MA NON QUELLO CHE FACCIO, AH AH AH !!!! CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!


lunedì 20 dicembre 2010

L'incarnazione di nostro Signore

Santa Gemma Galgani (Capannori, 12 marzo 1878 – Lucca, 11 aprile 1903)





Spiegazione avuta dall'angelo custode
(tratta dal Diario di Gemma Galgani)


"La mattina del 25 marzo, Gesù si fece sentire all'anima mia più del solito: mi sentivo un interno raccoglimento, che per grazia di Dio non mi distraeva nessuna cosa al mondo; verso mezzogiorno sento che l'angelo mio mi batte sopra una spalla e mi dice: «Gemma, vengo per parte di Gesù ad adempire la sua promessa». Non sapevo che pensare; mi meravigliai all'udire quelle parole. «Figlia», soggiunse, «io sono il tuo custode, mandato da Dio; io vengo per farti capire un mistero, maggiore a tutti gli altri misteri».
La mia meraviglia si fece più grande, ancora non capivo... L'angelo mio se ne accorse e mi disse: «Ti ricordi, dodici giorni indietro, quel che ti promisi?». Pensai e presto mi rinvenni. «Sappi, o mia figlia, che io ti parlerò di Maria Santissima, di una giovinetta tanto umile dinanzi al mondo, ma d'infinita grandezza davanti a Dio; ti parlerò della più bella, della più santa di tutte le creature; della figlia prediletta dell'Altissimo, di colei che veniva destinata all'impareggiabile dignità di madre di Dio»

... Era già notte inoltrata, e Maria Santissima se ne stava sola nella sua camera: pregava, era tutta rapita in Dio. All'improvviso si fa una gran luce in quella misera stanza, e l'arcangelo, prendendo umane sembianze e circondato da un numero infinito di angeli, va vicino a Maria, riverente e insieme maestoso. La inchina come Signora, le sorride come annunziatore di una lieta notizia, e con dolci parole così le dice: "Ave, o Maria, il Signore è con te. La benedetta tu sei fra tutte le donne"». O bello, o grande e sublime saluto, che in terra non s'era mai udito, né; si udirà mai!

... «Appena l'arcangelo celeste ebbe pronunziate queste parole, tacque, quasi aspettando il cenno di lei per spiegare la sua divina ambasciata. Maria però, udito il sorprendente saluto, si turbò; taceva e pensava. Ma forse credi, o figlia mia, che a Maria non fossero mai discesi gli angeli del paradiso? Essa ogni momento ne godeva la visita e i loro dolci colloqui... Essa non va ad investigare nella sua mente il senso misterioso, ma si turba perché; si crede indegna dell'Angelico saluto. Ah! figlia mia», mi ripeteva, «se Maria avesse saputo quanto la sua umiltà fosse piaciuta al Signore, non si sarebbe stimata indegna dell'ossequio di un angelo. "Come mai", diceva tra sé, "un angelo di Dio mi chiama piena di grazia, mentre io mi riconosco immeritevole di ogni divino favore? Come mai", ragionava tra sé Maria, "un angelo del paradiso mi chiama benedetta fra le donne, mentre sono tra le femmine la più inutile, la più vile, la più abbietta? Qual mistero mai si nasconde sotto il velo di sì eccelso saluto?..."

«Al saluto dell'angelo, Maria nessuna risposta aveva data; allora Gabriele per cessarle il timore così ripete: "Non temere, o Maria, tu sei l'unica che hai trovato grazia dinanzi all'Altissimo. Da questo istante concepirai nel tuo seno un figlio, gli porrai nome Gesù, e da tutti sarà chiamato Figlio dell'Altissimo: ad esso sarà dato il trono di David, regnerà in eterno, e il suo regno mai avrà fine". Con queste sublimi parole l'arcangelo spiegava tutta intera la sua ambasciata a Maria...

«L'angelo ormai aveva manifestato alla Vergine l'arcano della grande missione, cioè che essa era per divenir madre del Figliuol dell'Altissimo. Ma essa, rivoltasi all'angelo, così gli parlò: "E in che modo potrà questo avvenire, serbando io illibato il mio candore verginale?" (Già era stato predetto nel vaticinio d'Isaia, che diceva che il Cristo doveva nascer da madre vergine)... Sappi, qui mi disse l'angelo mio, «che Maria Santissima, con un esempio non mai udito, fino da' suoi teneri anni aveva consacrato al celeste sposo delle anime caste il verginale suo fiore e, sebbene non fosse soggetta al senso della concupiscenza ribelle, non aveva però mancato di custodire i suoi gigli tra le spine della mortificazione.

«Rifletti», mi diceva, «come Maria Santissima tacque a tutte le cose che riguardavano il grande mistero, solo parlò e si fece sollecita, quando udi trattare del suo puro e intemerato candore, e si fece intorno a quell'angelo di Dio con premurosa richiesta... Hai ancor capito, o figlia, quanto Maria amasse questa bella, angelica, celeste virtù? Ma chi credi tu che l'amasse maggiormente? Gesù o Maria? Certamente Gesù che mai si sarebbe scelta una madre, se non vergine pura, immacolata.

L'angelo Gabriele rispose: "Maria, lo Spirito santo scenderà sopra di te, la virtù sublime dell'Altissimo ti adombrerà; e però quello che nascerà di te santo sarà il vero Figliuol di Dio. A questo punto pure ti avverto che Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiezza ha concepito un figlio, ed è già nel sesto mese colei che si diceva sterile perché ricordati che a Dio nulla è impossibile". L'angelo Gabriele continuò a Maria Santissima con queste parole: "Rassicurati e consolati, o vergine benedetta: il divino spirito sarà quello che scenderà a fecondare le tue viscere immacolate. L'onnipotente virtù dell'Altissimo opererà in te un nuovo prodigio che, serbandoti al tempo stesso l'onore di vergine, ti darà il gaudio di madre. Il santo, che concepirai nel tuo seno, non sarà che il Figlio di Dio". Con queste parole l'arcangelo Gabriele svelava l'arcano, spiegava il mistero, rassicurava Maria.

«Ormai tutto era precisato, non mancava che l'ultima parola di Maria, perché la vergine fosse madre di Dio. Il Verbo divino, generato dal Padre nello splendore dei santi, non doveva aver padre in terra, siccome madre non ebbe in cielo. E Maria, essendo eletta genitrice dell'Unigenito del divin Padre, diveniva del Padre stesso l'unigenita figlia. Essendo colei, che della verginale sua sostanza doveva somministrare le umane membra al Verbo divino, era sollevata all'ineffabile dignità di madre del Figlio di Dio. Essendo Maria quella, sulla quale sarebbe disceso lo Spirito Santo, che adombratala con la sua virtù onnipotente l'avrebbe fatta madre vergine di un figlio Dio, era perciò innalzata all'eccelso onore di sposa allo Spirito Santo.

«Spiegato l'arcano, rassicurata pienamente la vergine, il messaggero divino taceva, ansioso aspettando la risposta di lei, cioè il consenso di Maria all'incarnazione del Verbo eterno... e risponde: "Ecco l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola". Il grande accento è proferito, Maria è la madre del Figlio dell'Altissimo. A queste parole esulta il cielo, si consola il mondo intero. L'angelo riverente si prostra innanzi alla sua signora, e poi spiega il volo e se ne ritorna in paradiso.

Maria, nell'atto di accettare l'altissima dignità di madre di Dio, si dichiarava umilmente serva del Signore. Quell'umiltà profondissima, in che la trovò raccolta e quasi annientata l'angelo del Signore, non le venne meno al glorioso saluto e alla più gloriosa proposta di divenire la genitrice del Verbo divino.

«Maria aveva allora proferito il prodigioso fiat, e in un istante, formato dal divino Spirito nel seno di lei, della purissima verginal sua sostanza, un tenero e perfetto corpicciuolo, ed unitavi un'anima umana, a questa e a quello si congiunse, con istrettissima e ipostatica unione, la divina Persona del Verbo. O miracolo! Quel Dio, che non può essere contenuto nell'ampiezza dei cieli, sta racchiuso nel grembo di Maria. Quel Dio, che sostiene con un dito la gran macchina dell'universo, è sostenuto dal puro seno di una vergine. Chi può ridire pertanto qual pienezza di gaudio inondò e incendiò l'anima di Maria in quel felice momento, in cui divenne madre del Figliuol di Dio? Il Re dei Regi, il gran Signore dei dominanti ha posto il suo trono nell'intemerato seno di Maria. Un infinito gaudio inondò Maria, quando si fissò nella infinita luce e poté; mirare gli arcani splendori della divinità.

«Accettando Maria l'incomparabile dignità di madre di Dio, accettava intanto il generoso ufficio di madre dell'umano genere. Rallegriamoci: Maria, prestando all'angelo il verecondo suo assenso, vi ha adottati per figli, divenuta la madre di tutti».


Fonte: http://digilander.libero.it/raxdi/incarnazione.htm


domenica 19 dicembre 2010

Sono nato perchè ...





Buon lunedì a tutti !!
ESULTATE, siamo entrati a pieno titolo nella Settimana dell'Evento degli Eventi: L'INCARNAZIONE DI NOSTRO SIGNORE !!!!!!!
Per voi, un brano che chiarisce meglio di ogni dissertazione LA VERITA' !!!
Vi abbraccio, auspicando che PERMEIATE OGNI SINGOLA PAROLA !!!!!


"Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia.....oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore" (Lc.2,10-11)


Sono nato nudo, dice Dio,
perchè tu possa spogliarti di te stesso.
Sono nato povero, dice Dio,
perchè tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una mangiatoia, dice Dio,
perchè tu capisca che sono alla portata di tutti.
Sono nato debole, dice Dio,
perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore, dice Dio,
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte, dice Dio,
perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo, dice Dio,
perchè tu possa essere " dio".
Sono nato perseguitato, dice Dio,
perchè tu sappia accettare le difficoltà per amor mio.
Sono nato nella semplicità, dice Dio,
perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato come un bimbo, dice Dio,
perchè tu impari ad essere semplice come i fanciulli.
Sono nato per la tua vita, dice Dio,
per portare tutti i viandanti alla casa del Padre.